La vetrofusione é una tecnica di lavorazione del vetro per sovrapposizione,
piegatura,
stampaggio, e colorazione. Per vetrofusione intendo un mosaico di tessere di
vetro
opportunamente sagomate e fuse su un vetro di supporto compatibile.
Nella lavorazione della vetrofusione e' possibile utilizzare anche smalti, ossidi
e altre sostanze che in fusione creano effetti multicolore.
Il vetro utilizzato per questa tecnica viene portato, seguendo una "scala
di cottura"
particolare, a temperature prossime ai 900C°.
Il principio fondamentale su cui si basa è quello della compatibilità
tra i vetri da
fondere. L'attrezzatura è composta dal tagliavetro, dalle pinze ed eventualmente
da mole.
Ma il cuore dell' attrezzatura per la vetrofusione è il forno.
Esistono due tipi di forno:
il tipo con resistenze sulla parete superiore e quello con resistenze sulle
pareti laterali.
Le caratteristiche fondamentali che devono avere i forni da fusione sono:
possibilità di raggiungere rapidamente temperature di almeno 900°C,
presenza dl termocoppia
associata a pirometro misuratore e di interruttore variatore di potenza.
Per essere compresa a fondo, la tecnica della vetrofusione va sperimentata e
provata nella
pratica perché è necessario che alla teoria si affianchi molta
pratica.
La difficoltà sta nel riuscire a realizzare in cottura quello che si
ha in mente poiché
nella fusione i vetri e i colori cambiano aspetto. Una semplice regola è
quella
di utilizzare un pezzo intero come base, su di esso si comporranno piccoli pezzi
colorati
con o meno l'aggiunta di interventi di colore con tecnica pittorica, che formano
il disegno
da realizzare, avendo così una piastra a due strati ricordando sempre
che lo spessore
totale delle sovrapposizioni di vetro deve essere in proporzione alle dimensioni
della
piastrella (più la piastra é grande maggiore potrà essere
il suo spessore).
E' inoltre importante pulire accuratamente i vetri per evitare che residui di
sporco
macchino il vetro finito. Poi si passa alla fase della cottura, questa é
la più delicata
per le ragioni illustrate parlando dei vetri e della loro compatibilità.
Tutti i vetri possono essere utilizzati per fare fusione, ma bisogna tener presente
i
diversi coefficienti di dilatazione. Come è noto qualunque oggetto si
dilata se sottoposto
ad aumento di temperatura e si contrae se sottoposto a raffreddamento.
Il vetro non sfugge a questa regola. I vetri di cui non si conosce il coefficiente
di dilatazione, devono essere testati per controllarne la compatibilità.
Due vetri si dicono compatibili quando possono essere, fusi insieme e quando,
dopo un adeguato raffreddamento, a temperatura ambiente, risultano privi di
tensioni
che potrebbero portare alla rottura del pezzo finito.
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